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L’origine degli uccelli

In merito alle origini degli uccelli paleontologi, ornitologi e studiosi hanno potuto formulare solo delle teorie.
I motivi per cui non è stato ancora possibile stabilire con certezza l’origine degli uccelli sono da ricercare nell’esiguo numero di reperti fossili ad oggi rinvenuti, relativamente ai quali ci sono oggettive difficoltà d’interpretazione. Le ossa dei volatili, infatti, sono molto fragili e difficilmente fossilizzano, per cui la storia paleontologica di questi Vertebrati è caratterizzata da inevitabili lacune.
Ciò non consente di ricostruire con rigore scientifico l’albero genealogico di questa Classe di animali (gli uccelli) con lo stesso grado di attendibilità di quello di altri Vertebrati (mammiferi, pesci, rettili e anfibi).
In particolare, tra le tante ipotesi formulate, le più accreditate sono quelle di due opposte fazioni: una ritiene che gli uccelli sono il frutto di un’evoluzione dei dinosauri, l’altra asserisce che essi sono dei dinosauri altamente evoluti.
Entrambe le teorie sono supportate da argomentazioni che non è il caso di affrontare, ma nessuna di queste è in grado di chiarire, in modo inequivocabile, la discendenza degli uccelli.
Fino a poco tempo fa si riteneva che l’anello di congiunzione tra i rettili e gli uccelli fosse l’Archaeopteryx (che significa ala antica), di cui sono stati rinvenuti sei fossili, tutti a metà strada fra Monaco e Norimberga, nelle cave di calcare di Solnhofen, in Germania. Si tratta di un rettile vissuto circa 150 milioni di anni fa.
Con il corpo e la coda da rettile, dotato di artigli che gli consentivano d’arrampicarsi sugli alberi, con ali e penne simili a quelle di un uccello, che gli avrebbero permesso di compiere brevi voli planati, per alcuni paleontologi l’Archaeopteryx è la prova più convincente del fatto che gli uccelli si siano evoluti dai rettili.

 

Nel corso dei secoli (circa cento milioni di anni) gli antenati dell'Archaeopteryx avrebbero adattato sempre più la loro struttura in funzione del volo e delle condizioni ambientali in cui vivevano, sino a giungere ai giorni d'oggi con la varietà di colori e le innumerevoli forme attualmente presenti in natura.
Il ritrovamento, nel 1994, in Texas, di un fossile con caratteristiche di uccello, a cui è stato dato il nome di Protoavis (che significa uccello prototipo), vissuto circa 225 milioni di anni fa (75 milioni di anni prima dell’Archaeopteryx), ha messo in forte discussione la teoria della discendenza degli uccelli dai dinosauri, ma i resti sono frammentari e la loro collocazione tassonomica non è ancora dimostrata con certezza.
Il Protoavis, qualora dovessero essere confermati i primi studi condotti sui suoi resti fossili, rappresenta uno stadio intermedio fra rettili e uccelli: dentatura e coda da rettile (quest’ultima lunga e solo leggermente modificata), ma dotato di una struttura alare più mobile ed evoluta rispetto a quella dell’Archaeopteryx, nonché di una serie di caratteristiche anatomiche atte a migliorare l'efficienza del battito alare.
Questo, secondo molti studiosi, prova che il Protoavis volava già molti anni prima dell'Archaeopteryx e che, molto probabilmente, quest’ultimo era un ramo evolutivo estintosi circa 140 milioni di anni fa.
Solo il tempo, forse, attraverso nuove tecnologie e nuovi ritrovamenti di fossili, potrà svelare l’affascinante mistero che avvolge l’origine degli uccelli e di come i suoi antenati riuscirono a conquistare i cieli.

L’ORIGINE DEI CANARINI DOMESTICI Il Canarino domestico ha origine dal canarino selvatico, la cui denominazione scientifica è "Serinus canarius".

I canarini, come tutti gli uccelli  discendono dai rettili e di questi ultimi hanno conservato alcuni aspetti strutturali, come le squame delle zampe, e comportamentali, come la deposizione delle uova. Il più antico antenato degli uccelli di cui è stata trovata traccia si chiama Archaeopterix (che significa uccello antico). Esso aveva gli arti superiori muniti di mani che gli consentivano di arrampicarsi sugli alberi e tutto il corpo ricoperto di penne; sicuramente era in grado di compiere brevi voli plananti, ma non era in grado di esercitare il volo così come gli attuali uccelli. Nel corso dei secoli (circa cento milioni di anni) gli antenati dell'Archaeopterix hanno adattato sempre più la loro struttura in funzione del volo e della situazione ambientale in cui vivevano, sino a giungere ai giorni d'oggi con i colori e le forme attualmente presenti in natura.Il canarino selvatico vive e si riproduce nelle cinque isole occidentali dell'arcipelago delle Canarie

Nel 1402 gli spagnoli conquistarono le isole Canarie e poiché non trovarono in quei luoghi alcun tipo di giacimento (oro, argento, diamanti, carbone, etc.) si dedicarono, tra l'altro, alla cattura ed al commercio del canarino, animale di cui conobbero le qualità grazie agli indigeni di quelle isole che lo detenevano in gabbie di legno per ascoltarne il canto. Nel giro di pochi anni tale commercio si diffuse in tutta Europa e particolarmente in Francia, Olanda ed Inghilterra, dove i canarini furono molto apprezzati per il loro canto armonioso, la facilità di riprodursi in cattività, il carattere gioioso. Questi graziosi e canterini uccelli erano tanto richiesti al punto che il loro valore raggiunse cifre che solo i ricchi potevano permettersi di spendere. Successivamente furono selezionati ed ibridati con altri uccelli al fine di ottenere una vasta gamma di colori e forme. Oggi il canarino, con le sue numerose razze, è il volatile da gabbia più diffuso nel mondo.